Voto

5.5

Asfissiante e claustrofobico, Youtopia getta lo spettatore nel pieno del dramma familiare di Matilde (Matilda De Angelis), quasi interamente girato in interni bui, chiusi tra quattro pareti che si fanno sempre più strette attorno alle protagoniste. La macchina da presa pedina le donne, aumentando il senso di oppressione della fotografia, e stringe con intensi primi piani sul viso di Matilde, ormai svuotato di ogni energia vitale. Un iperrealismo che stride con il melodramma ansimante, caricaturale degli attori e il patetismo della sceneggiatura, privando di credibilità un soggetto oggi più attuale e vicino che mai.

Matilde e la madre Laura (Donatella Finocchiaro), che vivono insieme alla nonna affetta da Alzheimer (Lina Bernardi), stanno per perdere la casa. Per ovviare a una situazione economica da tempo difficile, Matilde lavora come cam girl, ma i soldi che guadagna non bastano più. Di fronte a una madre che non sa fare altro che bere litri di vodka ogni giorno, Matilde prende in mano la situazione: venderà la sua verginità online al miglior offerente. Una decisione presa con una freddezza preoccupante e accolta dalla madre con un’indifferenza altrettanto terribile. Ma sono ormai anni che Laura ha si è persa nella disperazione e che Matilde è diventata una donna, auto-privatasi dell’adolescenza per sopravvivere una vita squallida e infelice. Sullo sfondo una Roma la cui bellezza è troppo distante per essere apprezzata dai personaggi e, dunque, mostrata allo spettatore.

Youtopia è il ritratto della stasi, di una vita subita passivamente, di una situazione ai limiti della decenza umana che nessuno ha la forza di far evolvere. Ed è anche una riflessione sul ruolo del web, mai demonizzato da Berardo Carboni. Nonostante la banalità di alcuni dialoghi tra Matilde e Hero, l’amico – o forse qualcosa di più – con cui Matilde gioca su Landing, sono i sipari virtuali a dare al film spiragli di pace e serenità : il web come unica fonte di sogni, come fuga dalle brutture della. L’utopia di Matilde è semplicemente questo: vivere “realmente” il benessere che trova solo su Landing.

Benedetta Pini