Egeeo - Egeeo

 

5. Egeeo – Egeeo
Il suono a tratti incostante di chitarre e tastiere spezza l’andamento orizzontale dei brani, che si dilatano in un tappeto sonoro di echi e riverberi. L’ascoltatore ha così l’impressione di venire trascinato a largo da una corrente incessante, attraversata da irregolarità che ne disturbano il flusso. Pescando dalle tinte oscure e dagli umori inquieti della new wave inglese, gli Egeeo si fanno strada con destrezza nel sottosuolo italiano, portando alla luce un prodotto gravido di dreampop, melodie vocali ipnotiche e poesia introspettiva.

 

 

Aftersala - Chances

 

4. Aftersalsa – Chances
Il contrasto tra l’elettronica frenetica e la pacatezza delle linee melodiche della voce porta a galla la natura essenzialmente ossimorica di Chances. A un’interiorità angosciata si contrappone infatti un mondo esterno in continuo divenire, talmente convulso da travolgere le singolarità che vi abitano, spesso incapaci di mantenersi al passo con il cambiamento. Si giustifica da sé, quindi, la scelta di alternare suoni sinuosi a momenti di oscura spigolosità synth-wave, contrappunto da cui scaturisce una tensione che raggiunge l’acme nell’incontro tra suono e rumore.

 

 

Plastic Light Factory - Hype

 

3. Plastic Light Factory – Hype
Quando l’indie-rock incontra la psichedelia e quando la ballabilità va a braccetto con l’erudizione il risultato è un EP come Hype. Espliciti nei loro riferimenti musicali (dai Libertines agli Arctic Monkeys di Humbug), i Plastic Light Factory seducono l’orecchio dell’ascoltatore con ritmi frenetici e suoni energici e fluidi, senza mai cadere nel mainstream. Sono tre i principali ruoli sonori che caratterizzano l’EP: la chitarra effettata e sferzante, la batteria veloce e l’espressività vocale quasi teatrale del frontman (molto vicina a quella di Alex Turner). Coronamento di questa piacevole composizione è l’estetica eccentrica e vintage della band.

 

  

Marabou - The End of the Rainbow

 

2. Marabou – The End Of The Rainbow
Combinando magistralmente il synthpop dei Pet Shop Boys alla musica ambient, Marabou si dimostra un virtuoso dell’elettronica. Nel suo ultimo album le straordinarie potenzialità della musica ambient emergono senza intoppi: stimoli sonori non lineari “tinteggiano” lo stato d’animo dell’ascoltatore e l’ambiente circostante, creando delle vere e proprie atmosfere. The End of the Rainbow è, inoltre, un sorprendente spazio in cui i ritmi pronunciati e i forti sapori dreampop convivono con uno squisito meltin’ pot di timbri.

 

 


Liede - Stare Bravi


1. Liede – 
Stare Bravi
Liede non ha paura di sporcarsi le mani con il pop: Stare Bravi è un’esplosione di hit irresistibili. Guidati da una voce dolce e pacata, i brani scorrono tra atmosfere soffuse, raffinate tessiture di suoni effettati (come le incantevoli sonorità dreamy provenienti dalla combo tastiera e sintetizzatore) e semplici melodie sfacciatamente orecchiabili. Il giovane musicista torinese è la nuova promessa dell’underground italiano: per quanto si tratti di un disco intimo e senza pretese, che avanza sussurrando senza mai alzare troppo la voce, Stare Bravi è l’ennesima prova di come possa realizzarsi un felice sposalizio tra leggerezza e ricercatezza nella musica pop.

 


Federica Romanò

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