Voto

5
 

Da frontman dei The Smashing Pumpkins a solista, da Billy a William Patrick, Corgan si ripresenta sulla scena – a dodici anni dal suo ultimo lavoro TheFutureEmbrace (2012) – con un LP diametralmente opposto alle sue precedenti esperienze musicali. La firma con il nome completo preannuncia, fin dalla copertina, la dimensione di intimità conferita da Corgan all’album. E questa volontà di mettersi a nudo, facendo emergere la propria personalità a tutto tondo, risuona nel lamento “Take me as I am” di The Spaniards, primo singolo estratto dall’album, e trova conferma nella scelta di affidarsi alle sapienti mani di Rick Rubin, maestro nella produzione di solisti.

Ogilala è un disco essenzialmente acustico, costruito sui pezzi chitarra e voce di Corgan arrangiati con sfondi di archi e pianoforte. Il risultato è un album che restituisce l’impressione di un’esperienza intima e soggettiva avvolta da un’atmosfera folk-rock, in cui il cantante svela la parte più personale del suo cantautorato.

Tuttavia il cambio di direzione nel songwriting dell’artista, dall’alternative marchiato The Smashing Pumpkins al dominio dell’acustico, si è lasciato alle spalle l’energia dei suoi precedenti lavori. Così Ogilala finisce per risultare piatto già dal primo ascolto, e la mancanza di picchi di intensità è una macchia indelebile su un lavoro notevole per audacia e sincerità.

Riccardo Colombo