Voto

7
 

Le chitarre acustiche si intrecciano a chitarre molto distorte e, insieme alla voce piena e pacata di Jeff Tweedy, creano melodie orecchiabili, ma per nulla mainstream, capaci di trasmettere un senso di benessere e un’inspiegabile gioia.

Star Wars è ricco di elementi tipicamente alla Wilco – in The Joke Explained riassaporiamo l’alt-country con cui la band ha dato inizio alla propria carriera –, ma in ogni traccia è presente una novità rispetto ai precedenti lavori.
La brevissima EKG ricorda le sonorità sporche e rumorose dei Sonic Youth, che si addolciranno nei pezzi successivi, anche in quelli più aggressivi come Random Name Generator e Pickled Ginger.
Your Satellite genera tensione con il suo crescendo di suoni; mentre la bellissima Where Do I Begin riempie di soddisfazione l’ascoltatore e funge da riposo per le sue orecchie.

La sorpresa dei Wilco è perfettamente riuscita: questo inaspettato album – dal nome e dalla copertina apparentemente sconnessi e privi di senso – fa davvero la differenza.

Federica Romanò