Voto

8

Scordatevi le copertine sui toni tenui dell’azzurro e del giallo ocra, e date il benvenuto ai colori con il nuovissimo album dei The Decemberist. Spariti dal 2012, la indie folk rock band di Portland torna a illuminare, come un fulmine a ciel sereno, la sfera musicale. What a terrible world, what a beautiful world  è un album dal sound e dall’atmosfera completamente nuovi.

Anche i loro precedenti album erano degni di attenzione, ma risultavano sicuramente più “piatti” di quest’ultimo, che già dal titolo stesso sembrerebbe indicare un cambio di rotta. What a terrible world, what a beautiful world per gran parte dei brani dà la sensazione di immergersi nel Medioevo, tra le contese cavalleresche per la conquista delle proprie dame; mentre la restante parte è il tripudio del folk, con brani come 12/17/12 , dove la fisarmonica va a caratterizzare il tutto.
Oserei dire, inoltre, che questo album ha un sound che rimanda a quelle “vecchie querce” dei R.E.M. nel mood Loosing my ReligionNon mancano sicuramente neanche riferimenti a mitologia o figure storiche: la copertina è già di per sé un chiaro riferimento.In conclusione, possiamo dire che i The Decemberist hanno azzeccato il colpo questa volta.

Vi consiglio vivamente di ascoltarvi l’album e lasciarvi trasportare dalle loro atmosfere folk.
E se siete particolarmente fan, vi do due dritte: la prima è di andare a vederli ai Magazzini Generali di Milano l’1 marzo a un prezzo nella norma, la seconda è di comprarvi l’album perché, oltre alla qualità musicale, ha una grafica e un packaging davvero interessanti.

Arianna Puccio