Voto

5
 

Nell’aprile dello scorso anno – subito dopo Weezer (aka The White Album) – il frontman dei Weezer Rivers Cuomo ha rivelato a “DIY” le suggestioni che lo hanno spinto a realizzare il nuovo album: un lavoro oscuro (un black album) e dai contenuti più maturi rispetto ai precedenti, che suona “like Beach Boys gone bad”. Ma ora che il nuovo record è arrivato, le aspettative sono state in parte disattese.

Spogliato dei croccanti riff di chitarra tipici della band californiana, Pacific Daydream nasce dalla ricerca di un sound pop di più semplice ricezione, unito a un approccio ipertrofico in sede di produzione che finisce per svuotare di personalità i pezzi. I singoli radio-friendly Feels Like Summer e Happy Hour non lasciano altro che melodie appiccicose, mentre l’apertura Mexican Fender appare condita di un pop-punk anacronistico e fine a se stesso. Nonostante presenti un’innegabile potenza pop, che rivela un lato della band non ancora emerso nei precedenti lavori, l’album suona artificioso e inquinato da una produzione che snatura il sound genuino di Cuomo e compagni.

Se la caratteristica principale del collettivo era proprio l’universalità del sound, che poteva provenire da qualsiasi garage e sala prove d’America, Pacific Daydream sembra affacciarsi sul vuoto panorama delle canzoni passate in radio e poi dimenticate.

Riccardo Colombo