Voto

5
 

“Noi ci lasciamo modellare. Ci adattiamo a tutto e a tutti, solo che alla fine la cera si indurisce. E io non voglio indurirmi”: questa è  la filosofia di vita di Joelle, la ragazza francese che accompagnerà Livio e Dario da Fiumicino alla Costa Azzurra, dove ad attenderli ci sarà un’allettante proposta di lavoro. L’ultimo lavoro di Lorenzo Corvino segue il viaggio di questo trio di trentenni autodefinitisi “Generazione X”: i senza speranza, i sacrificabili, le vittime di un mondo che non garantisce certezza.

La volontà di riscatto, che dovrebbe essere il filo rosso della pellicola, si perde tuttavia in un circolo vizioso di vittimismo e retorica inutile. Il film manca di concretezza, e appare più come un susseguirsi di meravigliosi posti di villeggiatura dove i tre si perdono volentieri, con una spensieratezza bohémien poco coerente con ciò che dovrebbe essere l’atteggiamento di una generazione desiderosa di emergere e di affermarsi. Così, la volontà di denunciare una situazione reale e drammatica viene elusa da una sceneggiatura ancora acerba: in nessun momento l’argomento viene davvero affrontato in tutta la sua complessità, e il film risulta insipido e gratuitamente confuso.

Andrea Passoni