Voto

7

Wajib – Invito al matrimonio è il terzo lungometraggio di Annemarie Jacir, che nel 2008 divenne la prima donna palestinese della storia del cinema a dirigere un lungometraggio: Il sale di questo mare.

 “Wajib”, letteralmente “dovere”, fa riferimento alla tradizione palestinese secondo la quale gli uomini della famiglia sono tenuti a recapitare personalmente gli inviti al matrimonio quando una donna di casa si sposa. Nazareth è lo sfondo della vicenda di Shadi (Saleh Bakri) e Abi Shadi (Mohammed Bakri), rispettivamente il fratello e il padre della sposa Amal (Maria Zreik), che nel consegnare gli inviti a tutti i parenti della ragazza si troveranno a confrontarsi tra generazioni e identità molto distanti fra loro.

La Jacir usa la macchina da presa secondo movimenti metaforici che descrivono la situazione palestinese odierna, volteggiando lungo scenari che oscillano tra interni sfarzosi (al limite della verosimiglianza) ed esterni abbandonati che ricordano le location dell’iraniano Abbas Kiarostami.

Incastonati con frequenti mezzi primi piani, il padre e il figlio vengono spesso ritratti insieme, secondo un’alternanza di situazioni di conflitto e di armonia sottolineata dall’angolazione della macchina da presa, che gerarchizza il rapporto tra i due personaggi. Se l’incontro-scontro tra tradizione e modernità agisce in particolare nella storia famigliare dei protagonisti, il passo verso una riflessione generale sulle vicende politiche tra Israele e Palestina è breve.

Mattia Migliarino