Collaterali alle svariate proiezioni di lungometraggi alla Mostra del Cinema di Venezia, ci sono stati i corti fuori concorso, spesso oscurati dalla maggiore attenzione che si dedica ai lungometraggi. A partire dalla sezione Orizzonti, con una parte interamente dedicata ai cortometraggi, fino ai corti selezionati per aprire i lungometraggi della Settimana Internazionale della Critica e della Giornate degli Autori, i corti offrono uno sguardo importante per capire parte delle tendenze cinematografiche contemporanee emergenti.

Hello Apartment, Dakota Fanning, 11′ – Giornate degli Autori

L’essere umano e lo stretto rapporto di intimità ed emotività con i propri luoghi dell’anima nel corso degli anni. Un corto personale e vagamente onirico sul divenire della propria identità attraverso gli spazi e le azioni.

The Wedding Singer’s Daughter, Haifaa Al-Mansour, 8′ – Giornate degli Autori

Ambientato a metà degli anni ’80 in Arabia Saudita, il film racconta non sempre con la dovuta complessità il rapporto simbiotico fra una cantante e la propria figlia in un contesto di emarginazione sociale.

Quelle brutte cose, Loris Giuseppe Nese, 11′ – Settimana Internazionale della Critica

In prima persona, dall’interno, la storia di una figlia e della propria realtà familiare: i silenzi troppo lunghi da sopportare, le angosce di difficile dominio e un tragico epilogo con un velo tranchant.

Si sospetta il movente passionale con l’aggravante dei futili motivi, Cosimo Alemà, 15′ – Settimana Internazionale della Critica

Girato in un unico piano-sequenza, il corto racconta con toni leggeri, ironici e marcatamente pop il dramma familiare di quattro donne alle prese con una catena di uccisioni surreali da cui lavarsi le mani con nonchalance.

Blu, Massimo D’Anolfi, 20′ – Orizzonti

In collaborazione con Rai Cinema, Blu è un suggestivo viaggio attraverso il macchinario utilizzato per scavare i tunnel all’interno della metro blu di Milano. Un omaggio al lavoro invisibile.

Manila is Full of Men Named Boy, Andrew Steven Lee, 20′ – Orizzonti

Manila, Filippine. Dipinto con un fulgido bianco e nero, un figlio poco amato compra un bambino per attirare l’attenzione del padre. Davanti all’accoglienza serena del nuovo individuo nel contesto familiare, il film ci pone davanti a domande essenziali: che cosa rende una cosa – o un’identità – più di valore rispetto a un’altra?

Staircase, Mohsen Banihashemi, 20′ – Orizzonti

Iran. Una storia di separazione e di amore, con un retrogusto di spiccata amarezza, narrata in venti minuti intensi che non lasciano nulla in sospeso, o meglio, lasciano in sospeso tutto ciò che rimane di un amore che finisce per davvero.

Sex, Fear and Hamburgers, Eldar Shibanov, 19′ – Orizzonti

Nel mezzo di un attacco terroristico in una città del Kasakistan, un food photographer di mezza età resta chiuso nel proprio studio con una sconosciuta, insieme alla quale consuma un rapporto sessuale surreale, arido e insoddisfacente che sembra lasciarlo più ricco di com’era. Brillante.

Carlotta Magistris

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