Ci sono pochi personaggi che sono entrati nell’immaginario comune in punta di piedi, armati di nient’altro che umiltà e tante, tantissime cose da dire. Uno di questi è Fabrizio De André, immortale poeta e cantautore genovese, le cui canzoni ormai sono inserite nei libri di scuola e fischiettate da ogni generazione. Faber cantautore è specchio di un uomo tormentato, intenso e intimista: ed è questo il lato che viene valorizzato nella graphic novel Uomo Faber di Fabrizio Càlzia con i disegni di Ivo Milazzo, prodotta da Edizioni NPE.

Nella nota a margine di Càlzia si legge «non mi sarei accontentato di un libro “su” di lui; doveva essere un racconto “con” lui», e l’intento sembra riuscito: Uomo Faber abbraccia la vita del De André bambino, figlio, uomo e padre, esplorando la mente del grande cantautore attraverso i ricordi e le relazioni che ne hanno costellato l’esistenza. E la scelta di concretizzare il progetto in una graphic novel è più che azzeccata. Lo stile di disegno semplice, portato all’essenziale, descrive con precisione le fattezze dei personaggi e le movenze di Faber, consentendo al lettore una subitanea immedesimazione con il personaggio e una vicinanza mentale all’intreccio della storia. L’acquerello, leggero e ovattato, riempie i disegni dai contorni forti e marcati; in un felice contrasto che accentua la drammaticità della storia. I colori semplici, che privilegiano l’uso dei primari, ben accompagnano il flusso emotivo della graphic novel.

La storia comincia in Sardegna, dove De André era solito soggiornare con la famiglia e gli amici per fuggire dal mondo frenetico dell’industria musicale. Ma improvvisamente un ricordo del padre spinge Faber a ritardare l’arrivo a Genova per la prima data della tournée e a recarsi presso Revignano D’Asti da Nina, la sua amica d’infanzia citata in Ho visto Nina volare. Parlando, i due annegano nei ricordi; ed è proprio nella rappresentazione di questi dialoghi, privi di azione, che emerge l’abilità di Càlzia nel trasmettere il lato umano del cantautore e i suoi più intimi ricordi. De André passa la notte nella sua vecchia stanza, nel letto in cui dormiva con il fratello Mauro, e piomba in un sonno carico di sogni. In questo frangente, la scelta di Càlzia di passare dal colore al bianco e nero è funzionale e necessaria a discernere dal punto di vista cronologico ed emotivo i flashback rispetto alla narrazione in tempo reale. Nel sogno si ripercorrono gli avvenimenti chiave della vita di Faber: l’infanzia, la gioventù genovese, il difficile rapporto con il padre (protagonista emotivo di Uomo Faber), l’amore per il fratello Mauro, il rapimento, la rinascita in Sardegna con Dori Ghezzi e l’abbandono dell’alcol. Infine, la visita alla tomba del padre e l’incontro con la famiglia a Genova riportano la narrazione nel tempo reale. La graphic novel si chiude con il successo del primo concerto genovese e un immaginario incontro con il padre Giuseppe, insieme al quale De André si incammina lungo una spiaggia.

Attraverso dialoghi semplici e carichi di emozione, Uomo Faber porta alla luce un De André intimo: i suoi gesti, i suoi pensieri reconditi e le sue relazioni con la famiglia e con il proprio passato (il padre, Nina, Mauro). Uomo Faber è il lavoro su De André che mancava: non divinizzazione dell’artista, ma nobilitazione dell’uomo.

Federico Bacci e Niccolò Pagni