Le onde di Mare culturale urbano si tingono di tonalità scure in questo nuovo appuntamento della rassegna Raster. I protagonisti sono i buckingum palace, trio leccese che ha all’attivo due EP (Apricot e Macedonia) ed è alle prese con un album di prossima pubblicazione, Club, registrato “in una full immersion di sole quattro notti”. Di difficile collocazione dal punto di vista del genere, il sound del gruppo presenta chitarre piene zeppe di riverberi e delay, che accolgono l’ascoltatore in un ambiente shoegaze decollante verso un post-rock avvolgente, con un occhio ai nostrani Be Forest e ai primissimi The xx.

Il basso sempre plettrato (colonna portante di pezzi come Cosmesi di Macedonia) si sposa con la sua gemella ritmica, la batteria, che non lesina ritmi math e indie rock (Vincolo Polare Artico di Macedonia). Il cantato (in italiano), che alterna voce femminile e voce maschile, compare sporadicamente, con sfumature raramente pop e che strizzano l’occhio all’emo. Trainanti e ipnotizzanti allo stesso tempo, i buckingum palace arrivano a Raster come nuova e ibrida espressione di un genere che all’Italia piace tanto suonare, ma trova ingiustamente poco spazio.

Insieme ai buckingum palace suonerà in apertura Lucy Anne Comb, pseudonimo di Guido Brualdi, cantautore e illustratore pesarese fresco dell’uscita del suo primo LP Letting You Go, seguito dell’EP d’esordio Yourselfie. Innamorato della chitarra acustica, protagonista di quasi tutta la sua discografia, Lucy Anne Comb struttura le canzoni come emozionanti cavalcate, sulle quali la voce balla con grazia, catturando l’attenzione dell’ascoltatore.

La data da segnare sul calendario è giovedì 15 febbraio: vietato mancare.

Federico Bacci