Voto

5

Avete presente il cinismo caustico di Bartolomeo “Bart” Vanzetti di Santa Maradona, il suo sarcasmo pungente e il suo stile di vita sedentario e indolente? Ecco, dimenticatelo. Nel suo nuovo film Marco Ponti vorrebbe riecheggiare la complessità di un personaggio così ben costruito come era quello interpretato da Libero De Rienzo (qui in un cameo), senza riuscirci e senza ricreare quell’atmosfera di precarietà accettata inconsciamente in cui si crogiolavano i protagonisti di Santa Maradona.

Bartolomeo (Eugenio Franceschini) è anche il nome di uno dei protagonisti di Una vita spericolata, ex pilota di rally ventiseienne; ma il collegamento con il film del 2001 finisce qui. Rossi (Lorenzo Richelmy) è l’altro protagonista, che va in banca a chiedere un prestito e finisce per essere l’artefice di una rapina a sua insaputa, con tanto di ostaggio (Soledad alias Matilda De Angelis).

Tutti urlano sempre, spesso inutilmente; forse come manifestazione dell’esaurimento nervoso imperante nel film e soprattutto nella vita dei personaggi; o forse per cercare di instaurare una complicità con gli spettatori più giovani, che si sentono schiacciati dalla vita tanto quanto loro. Ma non funziona. Come non funziona cercare a tutti i costi la velocità sempre e comunque: la fuga dei tre verso una Puglia che permette il passaggio in Albania è vissuta al massimo, con la macchina lanciata “a manetta” e una musica martellante da discoteca a sottolineare questa velocità estrema (del tempo, della vita, della fuga).

Fanno da contorno delle macchiette à la Manetti Bros., ma senza la loro sapienza caratteristica. Un commissario drogato che risulta non poco fastidioso e insensato, la bad girl che rivuole i suoi soldi e tortura a caso e un manager di spettacolo di provincia che si sente Billy the Kid ma non combina altro che guai. Si salva Cesco (Gigio Alberti), il più precario di tutti, padre di Bartolomeo “BB”. Ma soprattutto si salva la recitazione, almeno quella di Richelmy e Franceschini, che nel marasma complessivo danno un’interpretazione convincente dei rispettivi personaggi.

Giorgia Sdei