Osc2x ha un’abilità che non si riscontra spesso nel panorama indipendente italiano: è una fabbrica umana di riff azzeccati, semplici quanto basta per essere incastrati gli uni sugli altri senza apparente sforzo, originando una corsia preferenziale a velocità medio-alta su cui le melodie vocali possono correre ariose e lineari. In Sell Everything, l’ultima fatica di Osc2x uscita all’alba del 2018, i synth si accoppiano come conigli e figliano insistentemente, ma non intralciano mai la ballabilità dei pezzi, né tanto meno fanno sorgere sospetti di pretenziosità (neppure quando in I Could Never Leave You un imponente sitar fa un cameo piuttosto stravagante e sopra le righe).

Con perizia artigianale, Vittorio Marchetti – alias Osc, coadiuvato dal produttore Andrea Suriani – riesce sempre a far quadrare i conti: benché sfoggi un arsenale elettronico nutritissimo ponendosi in aperta competizione con i più reputati tecnocrati musicali, riesce a fermarsi sempre un attimo prima di soffocare le sue delicate vocalizzazioni nel ginepraio delle pulsazioni dei sintetizzatori. In questo Osc2x assomiglia un po’ al Twin Shadow di un tempo, il quale – prima di buttare tutto in vacca, nel vano tentativo di fare pop da stadio – sapeva come far convivere con estrema piacevolezza le linee vocali più docili con una proliferazione spericolata di tastiere e affini (vedi When We Are Dancing).

A questo proposito l’esempio più illuminante contenuto da Sell Everything è probabilmente Peniko: la melodia è un fuscello ma, invece di essere spezzata dalle raffiche di riff, viene rinvigorita; non pago di ciò, Osc ritenta l’esperimento con successo anche maggiore nel remix dello stesso pezzo, sfoderando una quantità di effetti tale da fare impallidire anche lo Stuart Price più spregiudicato e issando i suoi falsetti su un tappeto volante fatto di viole e violoncelli artificiali. Dopo aver ascoltato tutto questo ben di Dio, viene spontaneo chiedersi come farà Osc/Marchetti a riprodurre dal vivo tutte queste stratificazioni con una nitidezza paragonabile a quella dell’album. Il 2 febbraio avremo modo di scoprirlo: Osc porterà il suo rifinitissimo repertorio sul palco di Linoleum, per un concerto tutto sintetico.

Andrea Lohengrin Meroni

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