Voto

7.5

La coppia Reitman-Cody, a più di dieci anni di distanza dal successo di Juno, torna a parlare di maternità con una dramedy che si avventura in un territorio difficile: quello della depressione post-partumGli occhi stanchi di Marlo (Charlize Theron), madre di due bambini con un terzo in arrivo, la sua voce spezzata e i gesti rivelatori dell’esaurimento trasmettono fin dall’inizio un senso di angoscia allo spettatore, che la osserva sacrificare ogni aspetto della sua vita per prendersi cura dei figli, aspettandosi di vederla crollare a terra da un momento all’altro.

Con la nascita della bimba, la macchina da presa segue Marlo nella sua alienante routine notturna, fra cambi di pannolini e passeggiate lungo il corridoio per far riaddormentare la piccola Mia, con inquadrature sempre più ravvicinate che sono un riflesso di come la vita stia soffocando la neo-mamma. Ma l’arrivo di Tully (Mackenzie Davis), la giovane e solare tata notturna, permette finalmente a Marlo di tirare finalmente un sospiro di sollievo. Fra le due nasce un’intima amicizia, e lo sguardo ottimista della ventiseienne, affascinata dallo stile di vita così perfettamente monotono della quarantenne, fa ripensare Marlo ai suoi vent’anni e ai sogni di quell’età, ma le dà anche la forza di tornare ad apprezzare ciò che si è costruita nel tempo.

La Theron regala alla pellicola un’interpretazione dalla forza straordinaria, abbandonandosi al ruolo con un’onestà tale da restituire ogni complessa sfumatura della fragile condizione emotiva del personaggio. Dopo aver ammirato la schietta sincerità del film nell’affrontare una tematica tanto delicata, resta da chiedersi se la debolezza del finale, che porta a rivalutare tutto ciò che si è visto prima, non ne smorzi l’efficacia.

Clara Sutton