Voto

4

È sempre complesso dover recensire film del genere, cercare un senso nell’illogico, insensato debutto alla regia di Giuseppe Loconsole, che esordisce con una pellicola vecchia di almeno dieci anni, che non fa ridere e pretende di sfoggiare un’originalità che non ha.

La scrittura viaggia con personaggi inattendibili ed estremi, in cerca di una comicità forzata, paragonabile alla buccia di banana molto in voga negli anni Cinquanta. Il lavoro, nel complesso, viene salvato dagli interpreti principali, che confermano la loro validità e bravura, sfruttati come unico elemento che porterà gente in sala. Così Papaleo e Battiston salvano il salvabile, anche grazie a una regia furba e costruita su misura per il cast.

Sorge spontaneo chiedersi se si stia assistendo al lavoro di un sarto bravo con un materiale di scarsa qualità o alla lavorazione di una seta pregiata nelle mani di un dilettante. Forse la verità sta nel mezzo.

Fabrizio La Sorsa

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