Voto

8

Non è certo facile, agli sgoccioli del 2018, fare pop degno di nota. Specialmente se hai 23 anni, nasci con YouTube e poni come fulcro della tua arte tutta la sofferenza e l’insicurezza tipiche della tua età.

Di solito mi rivolgo alla musica quando sono triste, ma questa volta è stato diverso. Ho scritto canzoni, come fossero una sorta di lettere d’amore per il mio ragazzo, per la mia famiglia, per la comunità”. Così Troye Sivan – che comparirà nelle sale cinematografiche a novembre in Boy Erased,accanto a Nicole Kidman, Russel Crowe e Lucas Hedges – racconta a un giornalista del “Times”.

Un cambio di rotta era già deducibile dal titolo: Bloom, un’esplosione di felicità empiricamente apprezzabile con i profumi e i colori che solo un animo leggero può apprezzare. Trentasei minuti di leggerezza e vitalità sorretti da metafore pop squisitamente ragionate e scherzosi riferimenti agli anni ’80, con tanto di sintetizzatore ed echi low-fi.

È anche grazie ai fidati collaboratori Leland e Allie X, al contributo di Ariana Grande in Dance To This e alla sapiente produzione di Ariel Rechtshaid che, con il cuore rivolto al passato ma la testa ben focalizzata sul presente, Sivan ha fatto di Bloom un’opera piacevolissima e dal sound irresistibile, in grado di conquistare chiunque.

Giulia Tagliabue