1. Sopravvivere al liceo

Ciò che ha reso Tredici un teen drama di grande successo è stata la capacità di mantenersi fedele alla sua missione sociale: raccontare la realtà liceale, spesso sottovalutata. La visione tragica e disperata di una vittima di bullismo, Hannah Baker, viene infatti rappresentata con autenticità, originalità e realismo critico, in merito sia ai grandi temi, come il rapporto con la propria sessualità e il senso di inadeguatezza tipicamente adolescenziale, sia alle piccole cose quali pettegolezzi et similia; perché, nel ventunesimo secolo, conta più quello che gli altri pensano di te rispetto a ciò che tu pensi di te stesso. La punta di diamante della serie resta la capacità di proiettare lo spettatore nella story-line, facendolo sentire a tratti vittima, a tratti carnefice della storia di Hannah.

2. “Siamo nel 2017, a chi vuoi che importi?”

Dietro al muro del bullismo si nascondo incertezze e fragilità, e una di queste è il rapporto con la propria identità sessuale. Il tema viene approfondito in diverse puntate senza ricorrere a luoghi comuni. Ancora una volta il pregiudizio degli altri ostacola non solo la serenità interiore della protagonista, ma anche quella di chi le sta attorno: essere gay nel 2017 non sembra essere ancora così facile. Tredici affronta un’altra sfaccettatura del tema: lo stupro, che viene messo in scena senza filtri e con una violenza inaudita, tanto da aver sollevato molte critiche da parte di esperti e psicologi per l’effetto che questa rappresentazione avrebbe potuto avere sugli spettatori.

3. Le cassette

Le cassette, registrate dalla protagonista suicida prima di commettere l’atto fatale, fungono da portale di passaggio dal presente al passato e viceversa, creando un’atmosfera sospesa nel tempo, complici i flashback e la voice over di Hannah. Quello di Tredici è un racconto bipolare, che coinvolge lo spettatore nella storia ma allo stesso tempo provoca in lui un disagio, una spinta repulsiva dovuta all’intensità della sceneggiatura.

4. Sempre la stessa storia

In Tredici non ci sono eroi positivi né antagonisti: tutti sono messi sullo stesso piano, con le loro colpe. Questo approccio ha scatenato le critiche più decise alla serie, ma è stato proprio l’ultrarealismo della serie a renderla credibile e, nel suo piccolo, rivoluzionaria, in grado di veicolare messaggi tanto potenti quanto scomodi. Tredici scivola piuttosto sulla costruzione dei personaggi negativi: lo sfigato, il ricco, la cheerleader, l’omosessuale pettegolo, il fotografo impiccione, il popolare con la mamma tossicodipendente; niente di nuovo rispetto a migliaia di altre serie tv per teenager.

5. Seconda stagione 

È stata recentemente confermata la seconda stagione per il 2018. L’ultimo episodio ha infatti lasciato troppe domande in sospeso per essere quello conclusivo e ha così spogliato in parte la serie del suo vero compito, quello di essere una serie-che-insegna, non solo una serie-che-intrattiene. Inoltre la sceneggiatura non potrà più fare leva sull’efficace escamotage delle cassette post mortem e la narrazione rischierà di diventare lineare, come quella di molti altri teen drama.

Filippo Fante

Potrebbero interessarti: