1. Il cerchio dell’esistenza

Il 20 settembre 2016 la NBC trasmette un serial che si dissocia completamente dai canoni delle serie tv degli ultimi anni, portando una ventata di aria fresca. Al centro della sceneggiatura non c’è un trono o un demogorgone, ma una famiglia ordinaria, priva di eccessi, complotti e intrighi. Sfruttando due linee temporali diverse che ripercorrono situazioni verosimili, This Is Us riflette sull’influenza esercitata dal passato sul futuro: il risultato è un caos di sentimenti contrastanti da cui scaturiscono vita e morte e in cui ogni emozione ha un proprio colore come nel dipinto di Kevin (Justin Hartley), che rappresenta il cerchio dell’esistenza.

2. Negoziare il proprio passato

La perfezione non esiste, gli esseri umani sono imperfetti ed è normale cadere in errore: questo è il messaggio principale sotteso alle vicende della famiglia Pearson. Ma ancora più forte è l’idea che non per forza la mela cada sempre vicino all’albero: il passato può diventare una spinta a migliorare se stessi. Randall (Sterling K. Brown), Kevin e Kate (Chrissy Metz) mettono così in discussione lo stereotipo che si sono cuciti addosso, sgretolando l’immagine di loro stessi generata dal passato. Mentre Jack (Milo Ventimiglia) si dissocia dal padre alcolizzato, cercando redenzione nella propria famiglia.

3. “He’s your lobster”

Jack è un uomo semplice, il cui unico desiderio è quello di regalare alla propria famiglia un futuro migliore. In Tradizioni di famiglia (Pilgrim Rick) un imprevisto ribalta il mood del Ringraziamento, rompendo una tradizione per inaugurarne un’altra, tanto che i figli, a distanza di vent’anni, ricordano ancora con gioia la serata. Per quanto riguarda la vita sentimentale di Jack, l’incontro con Rebecca (Mandy Moore) avviene casualmente, e sarà l’inizio di un amore folle e duraturo; come spiega Phoebe in una puntata di Friends (“Is this a crossover episode?” Direbbe Mr. Peanutbutter): “Abbi fede, deve accadere, è la tua aragosta, è un fatto noto, le aragoste si innamorano e restano unite per la vita, in effetti potete vedere le coppie di aragoste che si muovono nel vivaio chela nella chela”.

4. La bellezza delle piccole cose

Complicità, semplicità e rispetto reciproco. Il risvolto moralizzante della serie tv regala piccole lezioni di etica e compassione, cogliendo le sfumature dell’esistenza e ricordando che la vita quotidiana è altrettanto epica quanto le storie di draghi. È infatti la normalità a sorprendere lo spettatore, che grazie alle situazioni magistralmente costruite della serie si rende conto di quanto un gesto, seppur banale, possa cambiare di segno a seconda della percezione individuale.

5. Is This Us?

Le peculiarità dei personaggi si pongono in un rapporto continuativo con il loro passato, ripercuotendosi sul presente e definendo un possibile futuro. Ed è questo gioco temporale che lascia di episodio in episodio una brezza di suspense nella serie. Ma risulta allo stesso tempo un meccanismo fragile: il parto trigemellare di Rebecca che dà alla luce solo due bambini viene compensato dalla simultanea adozione di Randal (neonato nero abbandonato dai genitori). Ma anche l’insoddisfazione di Kate verso il proprio corpo, la frustrazione di Randall per aver conosciuto troppo tardi il padre biologico e il malcontento di Kevin per essersi affermato come attore di sitcom mediocri, se aggiunti all’assenza di cinismo, rancore e pessimismo da parte dei personaggi, infondono nella sceneggiatura un senso di buonismo a tratti fastidioso, privandola di azzardo e coraggio. Sono presenti dissidi tra moglie e marito, figli e genitori, ma ogni gesto negativo risulta infine perdonabile, anche il più scomodo.

Daniela Addea