Voto

7

Paragonabile ai migliori thriller di Nicolas Winding Refn, il terzo lavoro in studio del producer canadese si dimostra tanto disturbante quanto il contrasto tra un’insegna al neon e il buio della notte.

Starboy è il suono redivivo e inasprito degli ’80s, fatto di chitarre elettriche stridenti e linee di basso funk al limite del tetro. Il disco è un flusso continuo di diciotto tracce in cui si alternano erotismo, paranoia (Party Monster) e misoginia recondita (Attention e Ordinary Life); ed è proprio il repertorio stracolmo dell’album a risaltarne anche i dettagli meno lampanti. Nonostante Starboy faccia incetta di featuring riusciti come la titletrack e I Feel It Coming (Daft Punk) o l’R&B eclettico di Sidewalks (Kendrick Lamar), le produzioni più riuscite sono proprio quelle inaspettate: False Alarm, dance-punk d’eccezione, ha un impatto solo sul lungo termine e, una volta assimilata, si trasforma in un’ossessionante tormentone.

A un solo anno di distanza dal suo lavoro più completo, Starboy dà vita a nuove e intriganti prospettive per la carriera di The Weeknd.

Christopher Lobraico

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