Voto

7

A sei anni dalla trilogia di mixtape (House of Ballons, Thursday ed Echoes of Silence) che lo rese il cupo astro nascente dell’R&B contemporaneo e dopo la scorpacciata di Grammy vinti negli ultimi due anni, Abel Tesfaye pubblica a sorpresa My Dear Melancholy.

Sei tracce in cui il file rouge fortemente sessuale dei testi – spesso ritenuto al limite della misoginia – dei precedenti lavori in studio lascia spazio alla malinconia e ai rimorsi: “I said I didn’t feel nothing, baby, but I lied / I almost cut a piece of myself for your life” (Call Out My Name), verso presumibilmente dedicato alla fine della relazione con la pop star Selena Gomez.

In My Dear Melancholy la vena danzereccia che contaminava parte dei brani di Starboy viene letteralmente soppressa dalle sonorità dark e malinconiche che hanno sempre contraddistinto The Weeknd; mood che raggiunge il picco più alto d’espressione in I Was Never There e Hurt You, due ballad in collaborazione con il producer francese Gesaffelstein.

Le settimane che dividono la pubblicazione del suo primo EP dal debutto da headliner al Coachella sono sempre meno, e i fan dell’artista canadese avranno un motivo in più per giustificare la trepidante attesa.

Christopher Lobraico