Voto

7

Esci dalla sala del cinema sopraffatto dalle emozioni: devi lasciarle vivere, interiorizzare.
Il giorno dopo ci ripensi, e solo allora ti è chiaro: quando non sai deciderti perché non riesci a stabilire se ti ha colpito di più la storia o l’interpretazione, capisci di aver vinto il jackpot.

Secondo conflitto mondiale. La Germania avanza inesorabile, indebolendo sempre più un’Inghilterra sotto assedio. È una guerra tra nazioni, e ancor più è una guerra di strategia: l’asso nella manica nazista è Enigma, una macchina utilizzata per inviare messaggi criptati che trasmettano bollettini meteo, aggiornamenti, ordini d’attacco. La chiave di lettura di tali informazioni, di per sé difficilissime da decifrare, cambia ogni ventiquattr’ore; l’esercito del Führer può così contare su un altro potente alleato: il tempo.
I Servizi Segreti inglesi, per venire a capo del problema, decidono di assumere persone scelte in base alle loro doti logiche e scientifiche: emerge Alan Turing, un geniale matematico, tanto brillante quanto insolito, apparentemente spocchioso, decisamente poco adatto a rapportarsi col mondo.
Turing, affrontando lo scetticismo di tutti, elabora una macchina in grado di decriptare qualsiasi messaggio, contribuendo a limitare lo strapotere della Grande Germania e dando un significativo contributo alla fine della Guerra.

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Il regista norvegese Morten Tyldum s’immerge nella Storia, indaga le più segrete strategie politiche, fa affiorare episodi di spionaggio e, quasi in sordina, inserisce la delicata questione dell’omosessualità, che svela la chiusura e l’intolleranza britannica dell’epoca.
Ancor più, esplora i personaggi e la loro umanità, mettendo in luce la determinazione, le fragilità e le ossessioni di ciascuno.
E così spicca uno straordinario Benedict Cumberbatch nei panni dello strambo ma maledettamente interessante Turing: lo spettatore ripercorre la sua crescita, comprende il suo essere stra-ordinario e lo compatisce, accettando la sua dolorosa chiusura determinata da un’indole che fa a pugni col mondo.
Ciò che la gente vede in lui è una mente, un’intelligenza sorprendente che limita il sentimento; eppure, come solo pochi riusciranno a scorgere, in lui vi sono desiderio di amore e passione, cristallizzati in un involucro che li cela a una realtà che non è ancora pronta ad accettarlo.

Un film denso ma essenziale, dall’incredibile carica emotiva. Uno di quei film che, non temiamo a dirlo, rimarrà nella memoria di tutti: 14 milioni di vite salvate, due anni di Guerra Mondiale evitati, un uomo che ha cambiato probabilmente le sorti della Storia.

Anna Magistrelli

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