Voto

8

L’attesissima collaborazione della coppia d’oro del music business chiude un ciclo iniziato con Lemonade di Beyoncé, album in cui l’artista di Huston si apriva per la prima volta riguardo al tradimento subito dal marito Jay-Z. Una collaborazione che sembrava essersi conclusa con la presa di coscienza che il rapper di Brooklyn raccontava in 4:44. Ma Everything Is Love apre un nuovo capitolo dei Cartes fondato sulla ritrovata passione tra i due, che colgono l’occasione per togliersi qualche sassolino (o meglio, macigno) dalle scarpe nei confronti di Spotify, dei Grammy e del Superbowl.

Nove tracce solide e coerenti, in cui non si scorge nemmeno l’ombra di una possibile hit radiofonica“I said no to the Superbowl / You need me, I don’t need you / Every night we in the endzone / Tell the NFL we in stadiums too” recita Jay-Z in Apeshit. Nello stesso verso il rapper lancia anche un forte attacco contro la Recording Academy per criticare quanto successo lo scorso febbraio, quando alle sue otto nomination non è seguita alcuna vittoria: “Tell the Grammy’s fuck that 0 for 8 shit”.

Sempre in Apeshit, Beyoncé sfodera un flow impressionante e cita liberamente Phone Home di Lil Wayne (“I’m a Martian, they wishing they equal”). L’apripista Summer è invece un’appassionante riflessione di Queen B sulla ritrovata armonia di coppia: “Let’s make love in the summertime, yeah / On the sands, beach sands, make plans /To be in each other’s arms, yeah /Let it breathe, let it breathe”.

Everything Is Love potrebbe essere l’ultimo capitolo di una saga discografica che mette in scena tutte le fragilità dei due artisti più iconici della nostra generazione, oggi più uniti che mai.

Christopher Lobraico