L’onda – o meglio, lo tsunami – della musica fatta con il computer si diffonde da una sala prove all’altra di tutta la penisola, Bologna inclusa, dove la band capitanata da Marta Moretti si butta con tutto il suo bagaglio di influenze in questa nuova tendenza. Quella dei Tersø non è infatti semplice laptop-music: ai sampler aggiungono beat spezzati e singhiozzanti, ai synth avvolgenti in background fondono le linee vocali cristalline della cantante.

Di recentissima formazione e di ancor più recente successo, il quartetto bolognese, un ibrido tra musica mainstream e alternativa, reinterpreta il flusso del synthpop di nuova generazione nel tentativo di arricchirlo con un’esperienza cantautoriale intensa. Non è soltanto una brillante intuizione quella che sta alla base del loro EP d’esordio L’altra parte – uscito lo scorso 24 marzo via Locale Internazionale e anticipato dal video del singolo Non mi sento –, ma una vera e propria panoramica in cui la band mostra “cosa siamo diventati, cosa siamo ancora” (I semafori in centro).

Avvolto da un’atmosfera che oscilla tra l’onirico e il quotidiano, l’EP ruota intorno alle immagini concrete delle liriche scritte dalla Moretti, interpretate con espressività e coinvolgimento. La componente elettronica si mescola così indissolubilmente con l’introspezione di testi nostalgici ed evocativi, che costituiscono la componente più cantautoriale delle canzoni dei Tersø.

L’occasione per avere un assaggio del loro sound è la tappa milanese del loro tour autunnale, che li vedrà esibirsi venerdì 20 ottobre a Linoleum presso il Rocket di Milano.

Riccardo Colombo