La pellicola di F. Gary Gray, prodotta dal rapper e beatmaker Dr. Dre, racconta la storia del più rinomato gruppo rap statunitense: gli NWA. Ripercorrere i momenti più eclatanti del successo e del declino di questo storico quintetto significa ricordare lo scalpore generato dal gangsta rap, il genere musicale tanto provocatorio quanto affascinante di cui gli NWA furono i fondatori.

Questi “niggaz with attitude” (Eazy-E, Dr. Dre, Ice Cube, MC Ren e DJ Yella) si formarono nel 1986 a Compton, in California, sotto l’etichetta discografica Ruthless Records – fondata da Eazy-E e Dr. Dre lo stesso anno. Importante fu il ruolo giocato dal loro manager Jerry Heller, che nel 1988 diede al gruppo l’opportunità economica di pubblicare Straight Outta Compton, il secondo disco degli NWA – da cui la pellicola trae il titolo –, nonché il capolavoro che gli permise di raggiungere l’agognato successo.

Il film racconta il faticoso passaggio dalla vita di strada, tipica dei quartieri neri statunitensi, al successo, con i relativi benefici precari. La notorietà è infatti costata cara agli NWA: per i loro testi spinti ed estremamente diretti (in particolar modo il brano Fuck The Police) ricevettero una lettera minatoria da parte della FBI, che in seguito intervenne durante un loro live. Le pressioni della polizia sul gruppo non riuscirono, però, a ostacolare la diffusione dei loro brani, anzi, ne garantirono il successo.

Il declino avvenne per dissidi interni al gruppo, legati soprattutto al denaro: Ice Cube scoprì che Eazy-E e il manager Jerry prelevavano soldi dagli incassi ricavati dalle vendite di Straight Outta Compton. Così, nel 1989, Ice Cube decise abbandonare gli NWA e iniziò la sua carriera da solista. I suoi brani contenevano diversi insulti rivolti a Eazy-E e Jerry, che raggiunsero l’apice con il suo secondo album, Death Certificate (uscito nel 1991 sotto l’etichetta Priority); disco a causa del quale Ice Cube venne accusato di antisemitismo. La reazione degli NWA fu più che scontata e diede vita a un modus operandi ancora oggi diffuso tra i rapper più in voga: risposero a tono, regalando a Ice Cube una buona dose di dissing.

B9318433337Z.1_20150812213318_000_GCVBIKR4J.1-0

L’anno della pubblicazione di Death Certificate coincise con quella dello scioglimento ufficiale degli NWA: anche Dr. Dre abbandonò il gruppo e fondò un’etichetta discografica, la Death Row Records, insieme Suge Knight, la sua vecchia guardia del corpo. Quello di Dre fu un vero e proprio percorso di classe e collaborò con diversi talenti che hanno segnato la storia del rap (Snoop Doggy Dogg e l’immortale Tupac). Il breve ma intenso momento in cui Dre presenta a ‘Pac, in sala di registrazione, l’epica base di California Love è senza dubbio uno dei momenti più esaltanti dell’intero film: sfido chiunque a mantenere il sedere sul sedile e la testa ferma.

La delusione di Eazy-E nel scoprire gli innumerevoli debiti procurati da Jerry alla Ruthless e l’immediato licenziamento del manager contribuirono al breve ritorno in scena degli NWA, che dovettero però realizzare i propri progetti senza Easy-E. Il padrino del gangsta rap, infatti, morì di AIDS nel 1995, mentre il gruppo stava lavorando a Str8 off tha Streetz of Muthaphukkin Compton.

Straight Outta Compton è un film biografico forse troppo lungo, ma realisticamente crudo e commovente. F. Gary Gray ha arricchito di pathos la pellicola, facilitando l’empatia tra lo spettatore e i membri della band, attraverso rappresentazioni delle esaltanti esibizioni live e vari momenti nelle sale di registrazione. L’impeccabile colonna sonora vanta la presenza – oltre ai brani degli NWA – di “pezzoni” quali Talking To My Diary e Just Another Day: due delle tracce presenti in Compton: a Soundtrack by Dr.Dre, l’ultimo capolavoro di Dr. Dre.

Federica Romanò