Voto

7

Anni di attesa non potevano che sfociare in una vera e propria guerra con tanto di schieramenti nettamente contrapposti. Chi sostiene che abbia fatto un lavoro superiore alle aspettative ed esce dalla sala pronto a lanciarsi in questa nuova generazione di Jedi, e chi esce deluso, dichiarando guerra al lato Abrams della Forza. Bisogna prendere una posizione, e non ci tiriamo indietro: Star Wars: Il risveglio della Forza ci è piaciuto.

Un omaggio, un regalo ai fan per fini commerciali? Beh, la lealtà allo spirito originale della saga è ciò in cui speravamo. E anche se fosse tutta un’impalcatura assoggettata al Dio Denaro, un grazie a J. J. Abrams per aver permesso a chi era troppo giovane all’uscita della Trilogia Originale di emozionarsi incontrando sul grande – grandissimo per i fortunati che erano al Cinema Arcadia di Melzo – schermo i compagni di una vita, seppur con qualche anno in più: Han, Leia, Ciube, R2-D2, C-3PO, il Millennium Falcon, Luke, Yoda e Obi-Wan (ebbene sì, ci sono anche loro, o meglio, le loro voci). 

Arcadia Cinema - Melzo

L’episodio VII, infatti, ricomincia proprio dove la “migliore” parte della saga terminava, a cui si lega con saldi vincoli di parentela, ma anche e soprattutto estetici al limite del remake, e non in senso negativo. La Storia, piccola e grande, si ripete; la Forza si conserva rigenerandosi passando di Jedi in Jedi, un po’ come i cimeli di famiglia; in un solo film attraversiamo i “doppioni” di Tatooine, Hoth ed Endor; compare una Morte Nera cattivissima versione 2.0; e non potevano mancare i cambi di scena alla Windows Movie Maker.

Star Wars: Il risveglio della Forza funge così da ponte tra il 1977 e il 2015; le somiglianze, infatti, si accostano a grandi novità, aggiornando una saga un po’ arretrata proprio dal punto di vista “sociale”: l’eroina è ora una donna (Rey) e il suo compagno (Finn) è un ragazzo di colore. Un’accoppiata jackpot: se la protagonista ricorda molto il Luke inesperto della Trilogia Originale – anche se a lei non sembra servire alcun addestramento per usare la Forza, diciamo che Abrams ha voluto sbrigarsela un po’ troppo di fretta –, Finn si rivela un personaggio mai visto prima in Star Wars.

Una grande novità è rappresentata dagli Stormtrooper, che cambiano la loro natura, ora più sfaccettata: dagli uomini in provetta geneticamente selezionati della Trilogia Originale, diventano veri e propri soldati nella Nuova Trilogia, ma solo in questo nuovo episodio emerge nettamente il loro aspetto squisitamente umano, spogliati del precedente manicheismo.

Arcadia Cinema - Melzo

Abrams lavora sulla stessa linea anche per il nuovo antagonista Kylo Ren, alter ego di Darth Vader, deciso a completare ciò che il suo idolo, sopraffatto dal Lato Chiaro, aveva interrotto. La criticata scelta dell’attore che lo interpreta – dotato effettivamente di una faccia da tontolone – è a ben vedere azzeccatissima: non è un malvagio tout court, ma è fragile e controverso, profondamente tormentato dal suo passato e dalla paura del futuro. Il Lato Oscuro, a parte Kylo e una specie di Voldemort in ologramma, appare però deboluccio: decisamente meno approfondito rispetto alla Resistenza, viene lasciato a languire nella propria ombra finché i “buoni” non vanno a importunarli. Che sia un voluto alone di mistero, base per futuri sviluppi?

Il taglio più disneyano e qualche difetto nella sceneggiatura, dovuti a forzature probabilmente necessarie per far progredire gli eventi, sono comunque controbilanciate da una trama avvincente, che assolve al compito fondamentale di un film di fantascienza: tenere lo spettatore incollato alla poltrona, completamente perso nello sviluppo degli eventi, sequenza dopo sequenza. L’unica vera e propria mancanza è una colonna sonora costituita da un tema incisivo, come ci si aspetterebbe da un episodio di Guerre Stellari.
J.J. Abrams è, infatti, un grande regista, e lo dimostra per l’ennesima volta con questo film dal ritmo intenso e travolgente, dagli effetti speciali concreti, dagli attori eccezionali e dalla strepitosa caratterizzazione dei personaggi.

Benedetta Pini e Gloria Venegoni

 

Potrebbero interessarti: