Voto

7

Jason “J. Spaceman” Pierce è tornato dallo spazio con una nuova fotografia del suo psichedelico universo sinfonico. And Nothing Hurt esce a distanza di sei anni dal precedente Sweet Heart Sweet Light e a poco più di vent’anni dal suo capolavoro, Ladies And Gentleman We Are Floating in Space.

In occasione del tour per celebrare questo anniversario l’autore ha spiegato che “oggi la maggior parte della musica è messa insieme in fretta e pubblicata solo per tornare in tour. Io volevo fare un disco che meritasse davvero di esistere”. Ed ecco che sono passati sei anni, tre dei quali trascorsi in studio a riscrivere e incidere interamente il disco a causa di problemi con la produzione. L’eco del 1997 è fortissima in And Nothing Hurt e il paragone inevitabile, tanto che A Perfect Miracle, perla d’apertura del disco, sembra essere una variazione sul tema di Ladies And Gentleman We Are Floating in Space, con un testo che parla questa volta di un amore che finisce senza troppa mestizia; l’opposto dei ripetitivi  “I will love till die” del precedente.

Un disco fluttuante, dai ritmi bassi e dalle atmosfere dilatate. Anche il rock incalzante di The Morning After sfuma poi in un finale psichedelico di ottoni e chitarre distorte che traghetta le sonorità nella bolla cosmica di The Prize, con una ritmica di nuovo ridotta all’osso.

Pasquale Dipace

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