Voto

5

Forse non si potrà mai sapere che tipo di film avessero in mente Phil Miller e Chris Lord prima di essere sostituiti in fretta e furia dal più navigato Ron Howard. In ogni caso, non sarebbe stato un compito semplice fare i conti con il contrabbandiere più amato della galassia, prendendosi il rischio di raccontarne le origini davanti a una platea di fan intransigenti pronti a castigare il minimo passo falso.

Sarà per questo che al secondo spin-off della saga orchestrato dalla Disney sembrerebbe non mancare proprio nulla: c’è il Millennium Falcon e la rotta di Kessel, c’è Chewbacca (Joonas Suotamo) e c’è Lando (Donald Glover) con i suoi mantelli e quella famosa partita a carte. Insomma, ci sono tutti gli elementi che ogni fan si sarebbe aspettato di trovare alle origini del personaggio.

E allora, forse non è tanto quello che c’è a non funzionare nel film, quanto piuttosto quello che non si trova. A partire dalla sceneggiatura, di Lawrence e Jonathan Kasdan: Solo non è molto più che una serie di pretesti per far correre i personaggi da una parte all’altra della galassia. La vicenda procede con troppa furia, e non basta che Howard si getti con la steadycam nel bel mezzo dell’azione: il mancato approfondimento delle psicologie e  dei rapporti tra i personaggi rende il film grigio, privo di spessore. Perfino un importante colpo di scena – che farà balzare ogni fan sulla poltrona – risulta totalmente avulso dal racconto, inserito a forza pensando più alle discussioni social che alla coerenza della storia.

Per un Donald Glover che dona fascino e carisma naturali al suo Lando Calrissian c’è un Alden Ehrenreich che non riesce a staccarsi da un fastidioso effetto cosplayer. Per un personaggio originale come L3-37, c’è un macchiettistico Paul Bettany, il cui villain si riduce a una mera funzione narrativa. Il risultato è un film piatto e mediocre, come tanti altri, realizzato senza coraggio né prospettive.

Francesco Cirica

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