Voto

6.5

Tra le mani di un regista notoriamente impegnato come Daniele Vicari le tre parole del brano di Valeria Rossi sono una dichiarazione d’intenti, e si possono leggere come “Affetto, semplicità, attualità”.

L’affetto è quello che lega Eli (Isabella Ragonese) e Vale (Eva Grieco), amiche da sempre che abitano a pochi gradini di distanza in un condominio di Ostia e condividono le fatiche di due vite difficili. L’affetto risiede anche nello sguardo con cui la regia insegue i propri personaggi attraverso le peripezie quotidiane e le incombenze di ogni giorno,  grazie a movimenti di macchina morbidi e all’uso della macchina a mano. Ed è sotto questo aspetto che si rivela la Semplicità: Sole, cuore, amore mette al centro persone qualunque che parlano di cose qualunque e hanno gli stessi problemi di tutti. Questo effetto naturalistico riesce grazie a dialoghi veraci e a una grande interpretazione di Isabella Ragonese. Una fetta di vita diventa allora uno spaccato sull’Attualità, su un’Italia in cui il lavoro bisogna inventarselo e spesso non basta, sull’Italia del patriarcato e del razzismo strisciante, dei locali pieni e delle teste vuote.

La sceneggiatura giustappone le giornate di Eli lavorando per accumulo, ripetendo all’infinito la stessa situazione e mostrandone gli effetti sulla protagonista. A non funzionare nel film è invece il personaggio di Vale, che il racconto vorrebbe coprotagonista, come segnalano i montaggi alternati di apertura e chiusura e lo schema dei colori che la accomuna a Eli,  ma viene relegata al ruolo di spalla da una vicenda personale che, tra coreografie e sussulti saffici, si snoda senza guizzi.

Francesco Cirica