Voto

6
 

La banda è tornata per l’ultima grande missione, questa volta di proporzioni bibliche. Il pensiero che, dopo questo episodio, non si vedranno più riunite sul grande schermo le menti di Pietro Zinni (Edoardo Leo), Alberto Petrelli (Stefano Fresi), Mattia Argeri (Valerio Aprea), Arturo Frantini (Paolo Calabresi) e Bartolomeo Bonelli (Libero De Rienzo), suscita un profondo senso di malinconia nel cuore degli spettatori più affezionati. E questo significa che Sydney Sibilia e i suoi anti-eroi, in soli tre episodi, sono riusciti a creare un legame profondo con il pubblico che va oltre la buona riuscita del film.

Smetto quando voglio – Ad honorem, concepito come parte del precedente Smetto quando voglio Masterclass (2017), esce quasi un anno dopo il prequel. Come ogni episodio della serie, la trama è solida e la miscela di comicità ed elementi da spy-movie regge al punto da far sembrare inseparabili due generi così contrapposti. Gli attori, però, risultano affaticati: lasciano spesso cadere i tempi comici e le gag scarseggiano di inventiva, tanto da sembrare riciclate dai film precedenti. Esaltante, al contrario, è il momento della reunion, che risveglia lo spettatore dal torpore facendo rinascere in lui la voglia di accompagnare con entusiasmo i protagonisti nella nuova battaglia contro il gas nervino.

Federica Romanò