In un certo senso, gli Slowdive avevano un conto aperto con i loro fan. Era il 1996 quando il quintetto di Reading decise di sciogliersi dopo l’uscita del geocentrico Pygmalion e lasciò quell’ultimo spicchio di anni Novanta orfano di una delle band che avevano posto le basi dello shoegaze innalzandolo alle più alte vette. Da lì in poi ognuno per sé: sembrava essere una scelta definitiva e incontrovertibile, ma per fortuna così non è stato.

Ventidue anni dopo Neil Halstead, Rachel Goswell, Christian Savill, Adrian Sell e Nick Chaplin hanno deciso che è ora di mettere una pezza e riprendere lì da dove avevano lasciato: con il quarto disco ufficiale della band, uscito nel 2017 e intitolato semplicemente Slowdive, e un tour che (grazie a DNA Concerti) nel 2018 farà tappa anche in Italia.

Prima il 3 marzo al Locomotiv Club di Bologna alle 22.00 e il giorno successivo all’Alcatraz di Milano con inizio del live fissato per le 21.15. La serie di concerti prevista per il 2018, iniziata lo scorso 21 febbraio a Copenhagen e preceduta da alcune tappe di riscaldamento per il pubblico britannico lo scorso autunno, culminerà con le esibizioni al prossimo Primavera Sound Festival e un concerto (già sold out) il 7 luglio a Hyde Park per celebrare i quarant’anni dei The Cure. Le atmosfere eteree che hanno contraddistinto il percorso artistico della band, i suoni sperimentali, le chitarre avvolgenti e i pezzi classici come When The Sun Hits e Machine Gun: si potrà godere di tutto questo, e con gli interessi. Viste le aspettative altissime e il tempo trascorso da un album e l’altro, questo tour farà bene a tanti cuori infranti.

Matteo Squillace

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