Voto

9

Il regista Denis Villeneuve ha presentato al Festival di Cannes 2015 – evento di cui vi avevamo parlato qui – Sicario, un thriller dalle tinte molto noir che si sviluppa attorno alla vicenda del cartello messicano della droga. In un crescendo di adrenalina, la pellicola scompone e ricompone il concetto di Giustizia, spingendo i protagonisti a chiedersi cosa sia realmente il Male: strumento di vendetta, tutela di un ordine innaturale, ma necessario, rinuncia di fronte a drammatiche costrizioni. Il Male è semplicemente una costante, cancro irriducibile e insanabile in un mondo ancora lontano dalla cura.

Allo scetticismo generale relativo alla candidatura per la Palma d’Oro, Villeneuve risponde a tono, sfoderando un prodotto cinematografico completo e di grande qualità: nulla è lasciato al caso, ogni dettaglio, anche quello all’apparenza superfluo, impreziosisce la trama e incrementa la suspense. Straordinarie anche le musiche di Jóhann Jóhannsson che, alternando momenti di silenzio assoluto a sottofondi ansiogeni, suscitano una sensazione di vertiginosa tensione.

Accanto a lui lavorano Roger Deakins e Joe Walker (rispettivamente alla fotografia e al montaggio), essenziali per la riuscita del film in quanto riescono a regalare allo spettatore riprese sorprendenti; ed è così che un’azione militare in una galleria sotterranea diventa una sorta di discesa agli Inferi attraverso una soggettiva che simula le lenti a raggi infrarossi – tecnica che ricorda i gameplay vissuti in Oculus rift.

A completare la troupe un eccezionale cast: Emily Blunt nel ruolo di Kate, un’agente dell’FBI risoluta e al contempo fragile, amante del protocollo e sempre ligia al dovere;  un eccezionale Josh Brolin, l’ironico e cinico responsabile dell’intera operazione; infine l’affascinante Benicio del Toro, personaggio enigmatico segnato da un doloroso passato e più concentrato sul fine che sui mezzi. La triade delle meraviglie è solo la punta dell’iceberg del motivo di trionfo di Villeneuve, che è uscito dal Festival a testa non alta, altissima.

Anna Magistrelli