Voto

4.5
 

Gabriele Salvatores inaugura il 2018 con il sequel della sua ultima pellicola, uscita ormai quattro anni fa (Il ragazzo invisibile). Un film che sfida – di nuovo – il luogo comune dei film supereroistici made in Italy, ma non riesce nell’intento.

Il ragazzo invisibile – Seconda generazione, prodotto da Nicola Giuliano (La Grande Bellezza) – che probabilmente era ubriaco mentre apriva il suo portafoglio –, vanta un inaspettato impatto visivo e notevoli effetti speciali che, però, non compensano la misera sceneggiatura e la scarsa recitazione. Se Ludovico Girardello (il protagonista Michele Silenzi) riesce a tratti a tenere testa alla recitazione degli attori più maturi, la performance dei personaggi secondari è disarmante, in particolare quella della giovane Noa Zatta (che interpreta Stella, la “cotta” di Michele), dall’espressività di pietra. Una nota di merito va invece a Galatea Bellugi (sorella del protagonista), che riesce a dare prova di una buona abilità recitativa, credibile e costante.

La pellicola si rivela una delusione. Nonostante l’antagonista risulti credibile grazie alla presenza scenica di Ksenija Rappoport, il personaggio viene appiattito da una sceneggiatura molto lacunosa e approssimativa. Tutte le problematiche sociali vengono risolte in frasi scontatissime come “Ora siamo noi la tua famiglia”, alternate a classici insormontabili del tipo “Sarà il nostro piccolo segreto”. Mancano inoltre le citazioni a classici del cinema, che nel primo capitolo erano comunque apprezzabili, nonostante al limite del trash.

Filippo Fante