Voto

7
 

In What The World Needs Now… i Public Image Ltd simulano i deliri post-punk del loro secondo album Metal Box uscito nel 1979: tentano di recuperarne le inarrivabili atmosfere caotiche, il basso dub e le chitarre taglienti. Ma lo straniante accostamento di suoni dissonanti che caratterizzava il precedente disco, si trasforma ora in un punk arrugginito – Double Trouble e la sorella gemella Know Now ne sono la prova –, in un rock dalle influenze mainstream – come in Bettie PageSpice of Choice – e in sonorità più melodiche (già sperimentate nel penultimo album This Is P.i.L.).

Mentre il cantante John Lydon sembra blaterare come uno schizofrenico, le chitarre alternano i loro suoni acuti sul ritmo ripetitivo di basso e batteria, talvolta disturbato da colpi di elettronica, la quale si insinua progressivamente nei brani per poi regnare sovrana in ShoomC’est La Vie è la traccia più post-punk dell’album, in cui i folli vocalizzi di Lydon si ergono inquietanti dalla lugubre atmosfera creata da basso e chitarra. The One, invece, ferisce mortalmente i fan sfegatatati della band, che mai si sarebbero aspettati un brano boogie rock con annessi coretti surf.

Mescolare in un unico, grande calderone tutte le tappe del passato è un atto di coraggio non sempre opportuno, ma i PiL non hanno mai avuto paura di risultare fuori luogo. E, a quanto pare, la loro geniale follia è ancora in grado di produrre brani suggestivi.

Federica Romanò