Voto

8
 

A un anno di distanza da quando White Iverson aveva invaso buona parte dei club, Post Malone finalmente debutta con il suo primo album. Anche a un primo ascolto appare evidente che la lunga attesa dei fan è stata pienamente ripagata: Stoney è un album originale e sfaccettato, specchio fedele dello stile inconfondibile del rapper americano. Sonorità prevalentemente elettroniche, a volte intervallate da acustici travolgenti (Feeling Whitney), rendono il disco hot a puntino per essere ballato in qualsiasi dancefloor – si pensi singoli come Déja Vu, Go Flex e Congratulations. Oltre alle sonorità, anche le collaborazioni e le produzioni possono dirsi estremamente eclettiche: nella tracklist compaiono nomi che vanno da Pharrell a Justin Bieber, passando per Kehlani e Quavo.

Ciò che rende coinvolgente Stoney è l’abilità narrativa di “Posty”, che si confida con l’ascoltatore sulle fasi della sua ascesa al successo (Yours Truly, Austin Post), su situazioni difficili innescate dalle droghe (Hit This Hard), sull’amore e, soprattutto, su cuori spezzati: “You got just what I been looking for / But you can’t bring yourself to say no / And I ain’t never gonna let you go / I kept wishing I would die / The whole plane ride home / And I wish I could / I know I should leave you alone”.

Anna Laura Tiberini