Voto

6

Eccoci qui di fronte all’atto finale. Basato su degli outtakes registrati negli ultimi vent’anni, in teoria l’album dovrebbe riprendere le sonorità di The Division Bell, in pratica no: proprio così, The Endless River suona paradossalmente molto più simile a un The Dark Side of The Moon strumentale e frammentario.

Purtroppo l’impatto non è lo stesso e, a causa della nostalgia latente che lo avvolge interamente (Louder Than Words è l’esempio più limpido), l’album – per quanto suonato magistralmente – finisce inesorabilmente per annoiare. Un canto del cigno molto cinematografico, purtroppo manca la magia.

Christopher Lobraico