Voto

8

Il purismo dei Parquet Courts è una ventata d’aria fresca in un panorama musicale sempre più stagnante. La produzione, curata questa volta dall’eclettico Danger Mouse, non modifica, né tantomeno distrugge, l’ideale artistico che ha caratterizzato i cinque album finora prodotti dalla band americana.

Brani di varia natura ruotano attorno a un’unità tematica di natura populistica: Almost Had To Start a Fight/In and Out of Patience è la riproposizione dell’energico garage rock già presente nelle prime produzioni dei Parquet Courts, all’interno del quale trovano facilmente spazio le riflessioni sulla caotica realtà americana. Una veemente critica alla demagogia politica, ai soprusi e alle ingiustizie del mondo è invece il tema di Violence, brano in cui compaiono accenni di progressive rock che ben si legano alle psichedeliche manifestazioni del corpus centrale; un ensemble che sembra riportare alla luce le mistiche sonorità anni Sessanta.

Ma non è tutto. La continua variatio di genere continua a venire orchestrata anche nella title track: il funk abilmente sottolineato dal possente groove delle linee di basso accompagna costantemente i vocali di Austin Brown, leader della band.

Cantori della disillusione di una generazione, i Parquet Courts cantano “I’m wide awake”: un messaggio che incita le nuove generazioni a tornare a impegnarsi sul fronte sociale e politico.

Sabino Forte

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