Voto

8
 

Per valutare una canzone o un album ho l’abitudine di pensare prima di tutto all’immagine che essa o esso fa affiorare agli occhi del mio cervello; fatto questo, passo ai giudizi di valore.
Ascoltando Mr. Noah – il primo singolo, pubblicato lo scor
so 23 ottobre, tratto da Panda Bear Meets The Grim Reaper – mi raffiguro Noah Lennox, cioè Panda Bear, in piedi su una sedia a dondolo issata sul dorso di un coccodrillo. Quest’ultimo nuota a velocità sostenuta in uno stagno e scorre, come il tassello di un puzzle in movimento, lungo i fianchi dei suoi colleghi. E che combinano questi coccodrilli? Probabilmente stanno maciullando i cani che si sentono guaire e rantolare nella perpetua “spazzatura sonora” che accompagna l’incedere della canzone.

Tutto ciò non sarebbe male come coreografia per un videoclip alternativo, anche se quello che già esiste – firmato AB/CD/CD – stimola una sufficiente nausea, con tutte le sue oscillazioni vertiginose.
Comunque, dopo la fase della formulazione delle immagini mentali (che potremmo anche chiamare “guarda mamma, senza droghe!”), arriva la valutazione propriamente detta: Mr. Noah è il manifesto perfetto – rocambolescamente suggestivo – per un album costruito su incastri sonori sfrigolanti (con inserti “videogiocari”), beat dissociati, loop rimenati e vocalizzi molleggiati.
È inevitabile chiamare in causa la psichedelia; ma è una psichedelia severa, fredda, trattenuta: non si lascia mai andare, non si gonfia compiaciuta e non si sforza di trascinare.

La voce di Lennox possiede un’austera tenerezza che si fa largo specialmente nella soave e frusciante Tropic Of Cancer. Altrove però sciama persecutoria nell’orecchio dell’ascoltatore, pur mantenendo una inspiegabile dolcezza. Ciò accade nel secondo singolo dell’album, Boys Latin, il cui videoclip restituisce l’idea di questa dolce persecuzione; si tratta di un’animazione graziosa e sinistra, il cui protagonista viene invaso da colorate vescicole vegetali che si trasformano in magnifici e cangianti drappeggi. Certo che il signor Lennox è abile nel trovare gli artisti giusti (in questo caso Isaiah Saxon and Sean Hellfritsch) per raffigurarsi!
Sentendo avvicinarsi la fine (del disco), Panda Bear rimette in moto gli ingranaggi dei suoi beat inesorabili, che galoppano a fianco della sua voce nell’impeccabile dittico Principe Real e Selfish Gene e nella gorgogliante Acid Wash. Con un canto disteso, Noah Lennox accompagna la propria marcetta nella fanghiglia sonora, a braccetto col Triste Mietitore del titolo.

Andrea Lohengrin Meroni