Voto

7
 

Noel Gallagher è riuscito a comprendere i suoi limiti, ha capito sin da subito come plasmare la sua carriera solista senza inventarsi nuove diavolerie o forzature. Che cosa ci aspettiamo da Noel Gallagher? Quanti di voi si direbbero veramente soddisfatti ascoltando qualcosa che non rimandi ai tempi di Definetely Maybe o – senza viaggiare troppo lontano con la memoria – all’omonimo Noel Gallagher’s High Flying Birds? Probabilmente in molti, ma a Noel non interessa.

Riverman – i cui accordi iniziali potrebbero comodamente essere usati per fischiettarci sopra Wonderwall – la scorbutica Lock All The Doors (che non sfigurerebbe nella tracklist di (What’s The Story) Morning Glory), ballate esemplari come The Girl With X-Ray Eyes – dedicata alla moglie e ispirata da Starman di Bowie – e Dying Of The Light dimostrano il totale disinteresse del major Gallagher. E quando pensi che tutto sia prevedibilmente finito senza intoppi, va proprio così: You Know We Can’t Go Back e The Ballad Of The Mighty I – una AKA…What A Life al rallentatore con un Johnny Marr particolarmente ispirato nel finale – chiudono le danze, e tutto fila liscio.

Chasing Yesterday è una conferma; non c’è innovazione e tanto meno voglia di sperimentare. In un’intervista in cui gli si chiedeva se anche lui avesse notato la somiglianza tra Riverman e Wonderwall disse: “Per me è una buona canzone, fine. Mi rifiuto di pensare troppo, suono quello che suono”. E qui di buone canzoni, senza pensarci troppo, possiamo dire che ce ne sono.

Christopher Lobraico