Voto

6.5

La prima impressione che si ha ascoltando Peace Trail è quella di stare ascoltando delle registrazioni live e non un album inciso in studio. La fretta, l’impazienza o, addirittura, l’incuranza dovuta alla volontà di far uscire l’album il prima possibile tradisce un missaggio approssimativo (probabilmente ricercato), che viene però salvato in corner dall’infinito talento e dallo stile del cantautore canadese.

Chitarre, chitarre, chitarre: che sia l’elettrica (Texas Ranger) o l’acustica (My PledgeShow Me), o entrambe (magnifica la chitarra distorta che interferisce sui bassi marcati dell’acustica in Terrorist Suicide Hang Gliders), il tocco di Young sullo strumento a sei corde fa sempre il suo effetto. A completare la formazione due solidi strumentisti: linee di basso in sottofondo di Paul Bushnell e batteria, spesso spazzolata, di Jim Keltner. Sopra una strumentale scarna c’è lo spazio che serve a Young per cantare di sé e delle contraddizioni del colosso americano che tanto lo fanno incazzare. Peace Trail diventa allora un disco politico che guarda all’astante con occhio critico.

E poi c’è la pazzia finale: la tracklist si chiude con My New Robot, canzone dedicata al nuovo robot ordinato dal cantautore direttamente da amazon.com e che fa anche il suo ingresso a metà del brano.

Gaia Ponzoni