Voto

7
 

Uscito per la Warner, il nuovo album del canadese Neil Young, è un originalissimo live di circa un’ora e quaranta. Straripante di overdubbing, la selezione di brani di Earth indossa i panni di una suite tutta psichedelica: suoni ambientali e animali fanno da raccordo tra i brani, fino a comparire a volte tra le note degli stessi, senza però mai stridere o creare atmosfere disturbanti. Per Young, infatti, la natura, i suoi suoni e i suoi rumori sono essenzialmente musica, da non dare mai per scontato.

Il progetto dell’artista è stato quello di riprendere alcuni suoi brani live (a eccezione di un inedito) per modificarli e trasformarli sovrapponendovi suoni completamente esterni. Dietro al settantenne Young si scorge così un’attitudine ribelle che ha scelto di comporre un lavoro ben strutturato e strano al contempo, tanto inaspettato da sembrare uno strappo a qualche regola non scritta che ha sempre reso molto rara la sovraincisione di dischi live. Il risultato raggiunto con Earth è notevole e, nonostante i diversi tratti di originalità, non mancano echi consistenti del sound che ha sempre contrassegnato i lavori di Young, tra cui l’amato folk dei tempi di Harvest.

Earth è dunque un’istantanea dell’energia e della forza musicale di uno tra i più carismatici e influenti cantautori degli anni Settanta, che non intende rinunciare alla strada fatta finora ma neanche fermarsi prima di percorrere ancora molti altri chilometri.

Valeria Bruzzi