Alcuni dischi sono andati oltre la loro natura di prodotti musicali e si sono elevati allo statuto di veri e propri oggetti di culto. Uno di questi è Thriller. Album più venduto di tutti i tempi, il capolavoro di Michael Jackson ha determinato la consacrazione definitiva di una delle icone della storia della musica e ha segnato gli anni ’80 in modo indelebile.

Thriller arrivò dopo Off the Wall, il primo grande album solista di Michael Jackson, che dopo lo strepitoso successo del predecessore puntava a riconfermarsi. La produzione del disco venne affidata a Quincy Jones, che ebbe il compito di orchestrare e dirigere le diverse componenti del lavoro. La tracklist comprende alcuni tra i più grandi successi del re del pop, come la title track, Billie Jean e Beat It, ma anche tutte le nuove canzoni sono ora diventate dei classici.

Il duo Jackson/Jones fece un grande lavoro per rendere il disco un trait d’union tra più generi: ascoltare Thriller vuol dire immergersi in un mondo di funk, R&B, soul, rock e disco. La compresenza di così tante influenze facilitò una diffusione massiccia dell’album, che raggiunse una fetta di pubblico poco settoriale e molto varia. A titolo esemplificativo, non si può non citare Beat It: la canzone riuscì a unire i gusti di neri e bianchi grazie a un impianto sonoro che vede nella musica black le sue fondamenta e, contemporaneamente, si rifà al rock, introdotto dalla chitarra di Eddie Van Halen.

Intervenendo in modo più determinate rispetto a Off the Wall, Michael Jackson lavorò in prima persona sui testi di Thriller e insieme a Rod Temperton per 5 tracce su 9. Il cantautore di Gary, Indiana volle dimostrare di non essere solo un ottimo interprete, e Billie Jean è l’esempio più evidente del suo grande talento autoriale.

Ispirandosi a una vicenda personale, Michael Jackson raccontò del rapporto complicato con i fan e, in particolare, con “Billie Jean”, nome fittizio di una donna che rivendicò di essere sua moglie, additandolo come padre di suo figlio (aneddoto che ai fan di Eminem può ricordare il caso “Stan”). La donna fu in seguito ricoverata in un ospedale psichiatrico.

Un elemento che giocò un ruolo fondamentale per la diffusione del disco furono i videoclip, prodotti con grande lungimiranza da Michael Jackson. Il video di Thriller fu la mossa vincente. Michael Jackson ideò insieme al regista John Landis un cortometraggio dallo stile horror, sulla scia di Un Americano a Londra, film diretto dallo stesso Landis e di cui Jackson era grande fan. Dando un corpo cinematografico alla sua musica, il re del pop creò un prodotto audiovisivo che allargò moltissimo il raggio d’azione del proprio medium

Il video riscosse un grande successo, tanto che passò in rotazione continua su MTV, incrementando ulteriormente le vendite dell’album. Nell’anno seguente venne persino girato un film sul making of del video, per mostrarne il dietro le quinte. Lo stesso accadde con Beat It e Billie Jean, altri due singoli accompagnati da video che erano avanti anni luce rispetto agli altri dell’epoca.

Il genio di Michael Jackson e dei suoi collaboratori fu quello di spettacolarizzare un prodotto già musicalmente ineccepibile; formula che consentì loro di andare oltre le barriere razziali, lasciando ai posteri uno dei dischi più amati di sempre.

Marco Bianchessi