Uno dei principali rischi di chi fa musica è quello di prendersi troppo sul serio. Ma cosa succederebbe se un gruppo mantenesse lo stesso spirito di puro divertimento per tutta la durata della propria carriera, senza curarsi di canoni e consuetudini? Nascerebbero Elio e le Storie Tese.

Poche band nella storia italiana hanno saputo essere tanto poliedriche e sfacciatamente irriverenti come gli Eelst, che con ogni album hanno ridefinito le convenzioni musicali, a partire dal primo disco, Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu (1990), inserito da “Rolling Stone Italia” nella classifica dei 100 migliori album italiani. Il punto di forza del disco era quello di usare una straordinaria abilità tecnica come cornice di testi demenziali, in bilico tra genio e follia, molti dei quali diventati iconici, come quelli di Cara ti amo e John Holmes. Il primo album era un insieme di inediti e brani già noti ai loro fan, che si contavano già a migliaia nonostante la band non avesse rilasciato ancora alcun album o EP per quasi sette anni. Ma dopo solo un anno uscì Italyan, rum casusu çikti, che consacrò definitivamente il gruppo come uno dei migliori della scena rock italiana.

Nonostante siano stati spesso sottovalutati a causa del loro stile apertamente provocatorio e giudicati musica di serie B, gli Elio e le Storie Tese hanno fatto esattamente ciò che volevano: divertirsi senza mettere mai in secondo piano la qualità della musica. E Italyan, rum casusu çikti è l’album più adatto a riscoprire un gruppo unico nel suo genere.

Leonardo Fumagalli