Voto

8

Cresciuta insieme all’artista in questi due anni di grandi cambiamenti, la musica di Motta sorprende ancora per la sua capacità di cambiare veste, lasciando intatta la propria essenza. Epurati dalle sperimentazioni del disco d’esordio La fine dei vent’anni (2016), i brani di Vivere o Morire – uscito lo scorso 6 aprile per Sugar Music – fanno trasparire le caratteristiche più autentiche della personalità del cantautore: genuinità, pregnanza, intensità. Dopo i vari riconoscimenti, le esperienze e le collaborazioni con musicisti e produttori di pregio (l’album è stato prodotto da Taketo Gohara), Francesco Motta dimostra di essere maturato come artista e come uomo.

Il disco si apre con il primo singolo Ed è quasi come essere felice, il brano più simile al record d’esordio: sulla cupa atmosfera strumentale si staglia possente la voce del cantautore, ricordando introspettivamente il precedente lavoro ma preludendo a un cambio di direzione. Le sonorità ricche e avvolgenti di Quello che siamo diventati raccontano di un incontro ancora legato al passato, mentre fra le note sottili di Vivere o morire – eponimo manifesto cantautoriale del disco – la voce dell’artista sussurra racconti di Livorno e delle proprie paure.

La nostra ultima canzone, perla squisitamente pop dell’album, nasconde dietro a scelte armoniche apparentemente semplici una grande profondità, che si trasmette a sua volta nel malinconico sguardo verso il futuro di Chissà dove sarai. Un riff di chitarra acustica gracchiante invita ad entrare nel blues di Per amore e basta, cui segue la dolcezza de La prima volta. Nel ritmo latino di E poi ci pensi un po’ si dispiegano i pensieri retrospettivi di Motta, appena prima di raccontare il rapporto padre-figlio in Mi parli di te, ultima delle nove canzoni del disco.

Il netto cambio di sonorità del disco trova giustificazione nella voce stessa dell’artista: Vivere o Morire consacra Motta tra i grandi cantautori di questa generazione, superando per intensità emotiva anche il precedente La fine dei vent’anni.

Riccardo Colombo

Potrebbero interessarti: