Voto

6

Stesso story-concept di Passo Falso ma risultato totalmente diverso per la pellicola di Fabio Guaglione e Fabio Resinario.

Il valore aggiunto del film è l’approfondimento della psiche del personaggio principale, elemento che invece mancava del tutto nella pellicola sopra citata. Tutta il film, infatti, ruota attorno alla condizione del protagonista Mike (Armie Hammer), costretto a rimanere immobile in attesa dei soccorsi dopo aver messo il piede su una mina nel deserto: la scelta registica vincente è stata quella di paragonare il senso di immobilità alla paura, traghettando il protagonista nel passato ad affrontare i propri demoni. I registi riescono così a inserire nella pellicola una scaglia di filosofia che porta alla luce il tema colossale della libertà, senza intaccare il film dal punto di vista narrativo.

Nonostante i dialoghi risultino a tratti irritanti e monotoni, Mine è un discreto film d’esordio che riesce a raccontare in modo accattivante una storia semplice in cui lo spettatore può rispecchiarsi sotto diversi aspetti.

Filippo Fante