Dimmi tutto, cocco! 16 giugno 1978: il mondo stava per cambiare per sempre. Soltanto un anno dopo La febbre del sabato sera, che aveva fatto ballare un’intera generazione di giovani impazziti, la storia del cinema diede il benvenuto a un altro musical destinato a diventare una pietra miliare della cultura pop: Grease, il grande classico firmato da Randal Kleiser.

Uscito nel pieno del periodo revival degli anni Cinquanta, inaugurato nel 1973 con American Graffiti di George Lucas mentre gli schermi televisivi trasmettevano con furore i nuovi episodi di Happy Days, Grease prendeva spunto dall’omonimo musical di Jim Jacobs e Warren Casey, che aveva debuttato nel 1971 e in breve era arrivato sui palcoscenici di Broadway. Ma il successo che ottenne il musical sul grande schermo fu inaspettato: bastarono 111’ minuti di balli e canzoni, giubbotti di pelle e permanenti a scatenare in tutto il mondo la Grease-mania. Le sue canzoni entrarono immediatamente nel patrimonio della cultura popolare: Summer Nights, You’re The One That I Want, Grease Lightning sono solo alcuni dei titoli che ancora oggi non si riesce a smettere di canticchiare, generazione dopo generazione.

Il pubblico impazzì anche per i suoi protagonisti: John Travolta, che dopo La febbre del sabato sera era l’icona di una generazione in cerca di emancipazione, grazie a Grease si trasformò in un attore di riferimento per un pubblico “di famiglie”; mentre Olivia Newton-John svestì di pregiudizi la ragazza della porta accanto e all’improvviso iniziò a vestirsi total black e a fumare (quanto ha fatto sognare quella sigaretta…), accennando un malizioso occhiolino all’oggetto del suo desiderio (non a caso, di lì a poco avrebbe lanciato il singolo più famoso della sua carriera da cantante: Physical). La storia d’amore fra Danny e Sandy si fece subito universale.

Ma la vera forza del film fu la sua dimensione corale, tutto quel sottobosco di personaggi, amici e dinamiche emotive con cui era impossibilenon identificarsi: Rizzo (Stockard Channing) e Kenickie (Jeff Conaway), Sonny e Frenchy, drive-in e “pagnotte nel forno”, falò scolastici e buchi alle orecchie, scene e battute cult, e come dimenticare le corse sfrenate su auto truccate – per parafrasare Giuni Russo.

Tutto il resto è storia: milioni di copie vendute tra home-video e soundtrack, riproposte di continuo a un pubblico sempre nuovo. E ancora: parodie, omaggi, spettacoli live in ogni lingua e nei teatri di tutto il mondo. Quella di Grease è una leggenda che continua a vivere e che anche oggi, a distanza di quarant’anni, non accenna a diminuire la sua portata epocale. Quarant’anni in cui l’influenza di Grease non ha mai smesso di farsi sentire; basti pensare alla recentissima saga di High School Musical o alla serie-cult Glee (che ha omaggiato il film con una puntata speciale dal titolo Glease).

In occasione del suo quarantesimo compleanno, Grease torna al cinema in pellicola in versione restaurata, prima a maggio al Cinéma de la Plage di Cannes, poi in Piazza Maggiore a Bologna durante l’ultima edizione del Cinema Ritrovato. In questi giorni è approdato al Milano Film Festival, che riporta in sala il grande classico all’Anteo Palazzo del Cinema, e lo fa con un evento speciale: una proiezione in odorama, quell’esperimento “cine-olfattivo” nato – e praticamente morto – negli anni Settanta che tentò di ampliare l’esperienza cinematografica attraverso la dispersione di odori “tematici” durante le diverse scene del film. Se ieri sera ve lo siete perso, oggi alle 21.30 potrete recuperarlo. Consigliatissimo!

Stefano Monti

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