Voto

7.5

Il karaoke è un momento di grande convivialità, in cui persone estranee tra loro riescono a condividere qualcosa che per qualche ora li mette a nudo. Succede in Paolo Sarpi a Milano e – perché no – può succedere anche sotto il palco di un concerto. Ed ecco allora spiegato il titolo del nuovo album di Mecna: un karaoke per tutti i fan, ma con un tocco personale, con un po’ della proverbiale malinconia di Mecna.

La scaletta di dieci tracce mantiene lo stile del rapper, ma vi aggiunge un tassello evolutivo: i testi sembrano segnare la fine di tante e dolorose peripezie d’amore. La raggiunta consapevolezza, alla soglia dei trent’anni, si sente: dall’epilogo amoroso fissato per la fantomatica data del 31/09 (che può sembrare un malinconico ma felice seguito agli accadimenti del 31/07 e del 31/08) al successo lavorativo, che ha permesso a Mecna di inserirsi in quel rap game italiano “di chiacchiere e tattiche fatte per non dispiacere alle cattedre”.

Un’evoluzione tanto nei testi, quanto, soprattutto nelle melodie: con un fortissimo team di producer (Godblesscomputers, Iamseife, Lvnar, Yakamoto Kotsuga e la new entry Big Fish) Mecna sussurra nelle orecchie dell’ascoltatore italiano ciò che si può definire una novità. Il digitale sembra aver definitivamente preso il posto dell’analogico (qualche sample alla vecchia maniera c’è sempre, ma viene utilizzato in modo diverso): tanta elettronica che non lascia dubbi su chi siano i miti dell’artista. Ammirabile e curiosa la traccia di apertura, che negli ultimi secondi lascia spazio a un excursus sul rap alla vecchia maniera.

Anna Laura Tiberini