La matematica, si sa, ha leggi ferree. Difficile piegarla al proprio volere e, ancor di più, renderla permeabile verso gli impulsi esterni. Ma i Malkovic ce l’hanno fatta: la matematica di cui parliamo è quella del math rock, che la band milanese abbraccia e contamina con l’alternative nostrano e con qualche vena emo-hardcore – ennesima dimostrazione che il genere pulsa vivo più che mai nell’underground italiano.

Power trio classico che non ha spazio per synth od orpelli di vario tipo,  i Malkovic presentano un sound dominato da chitarre elettriche deliziose e ritmi di batteria incalzanti e mutevoli. Il cantato in italiano è il filo di Arianna melodico tra i vari elementi della composizione e libera delle emozioni urgenti, urlate del gruppo. Completano il lavoro i molti cori, un ambiente musicale pieno e gli arrangiamenti che sanno spingere quando devono; tra riferimenti ai Foals d’oltremanica e ai nostrani Verdena e Gazebo Penguins.

Con due EP all’attivo (Malkovic, 2016 e Buena Sosta, 2018) e una manciata di singoli a seguire, i Malkovic calcheranno il palco di Mare culturale urbano giovedì 10 maggio per la rassegna Raster.

Federico Bacci