Voto

9

Ambizioso, sofferto, all’altezza delle aspettative: Potere, il quarto album ufficiale di Luche, è uno scrigno tempestato di diamanti preziosi e pieno zeppo di ricordi e parole, tantissime parole. Un disco descrittivo e completo, lo zenit del percorso che ha portato Luca Imprudente a diventare uno degli “intoccabili” del rap italiano.

Lungo le sedici tracce di Potere, Luche riesce a cambiare registro e chiave musicale almeno una decina di volte, alternando produzioni dal flow ruggente e aggressivo a dolci ballate con testi che sembrano uscite dalla penna di uno scrittore navigato. È sufficiente ascoltare Potere / Il sorpasso e Lo sai chi sono per capirlo: con una narrazione sempre in prima persona l’autoproclamatosi genio di Marianella soddisfa il palato dell’ascoltatore attraverso l’espressione del suo ego smisurato (“Appena sveglio metto i denti d’oro in bocca/da qui il proverbio ‘il mattino ha l’oro in bocca”), per poi cullarsi nel compendio dei sogni e degli errori che gli hanno permesso di creare una pietra miliare del genere, destinata a fare scuola per gli anni a venire.

Nel disco si fanno spazio una riflessione su Napoli (Potere 2 insieme al maestro Enzo Avitabile) che rende omaggio alla città, i featuring R&B di Coco uniti al timbro inconfondibile di Guè Pequeno e la descrizione infuocata di situazioni d’amore. Con Potere Luche ha trasformato in oro ogni goccia di sudore che ha speso per arrivare in cima.

Matteo Squillace