Voto

7

A distanza di un anno da Dirty Pictures (Part 1), e dopo essere entrati nel gotha degli artisti preferiti di Sir. Elton John, i Low Cut Connie tornano con un album di rock n’ roll zelante.

Dieci trace di revival mirate a soddisfare i nostalgici più accaniti. L’apripista All These Kids Are Way To High strizza l’occhio ai New York Dolls e al glam rock anni ’70, alludendo nel testo al peggior incubo di una band: trovarsi davanti un pubblico passivo. Hollywood è una breve ballata acustica registrata in presa diretta, a metà tra Bob Dylan e Willie Nelson, che tocca le vette più alte del disco con il suo retrogusto malinconico.

È con One More Time che la vera natura da bar band dei Low Cut Connie torna a farsi viva: il piano accompagna la voce sguaiata di Adam Weiner per poco più di due minuti, ricreando un mood da piano bar tipicamente americano che riporta alla memoria l’Elton John di Tumbleweed Connection e il miglior Ray Charles.

Con Dirty Pictures (Part 2) i Low Cut Connie dimostrano come gli arrangiamenti efficaci possano ancora essere la ricetta ideale per un album genuino e vintage.

Christopher Lobraico

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