Voto

7
 

Lo scorso 30 novembre è uscito nelle sale il docufilm di Pierfrancesco Campanella sul regista italiano più anarchico di sempre: Marco Ferreri. I Love… Marco Ferreri, dedicato alla memoria del grande regista milanese scomparso vent’anni fa, non è semplicemente una ricerca storica sul regista di Dillinger è morto (Italia, 1969) e La cagna (Italia, 1972) ma un’indagine che si propone di capire come mai Ferreri sia stato dimenticato nel corso degli anni.

Il docufilm si sofferma in particolare sulla ferocia del regista milanese verso il mondo, che lo ha portato a scagliarsi ripetutamente contro la società dei consumi e tutto ciò che ne consegue: omologazione e appiattimento culturale, commercializzazione dei media e uso sconsiderato dei mezzi di comunicazione. Ed è stata probabilmente questa scontrosità a costituire uno dei motivi per cui è stato dimenticato così presto. Campanella racconta allora le gesta e la vita del “regista pirata” fino a penetrare in quelle che sono state le sue passioni e le sue idee sul mondo, sempre radicali ed estreme, andando oltre il mito del semplice artista burbero e fuori dagli schemi.

L’analisi del Ferreri uomo e non solo cineasta è dunque il fulcro del film, che evidenzia la mancata omologazione di Ferreri alla società del tempo, andando anche a costruire una critica attualissima al periodo che il cinema sta vivendo oggi.

Grazie alle interviste di colleghi e amici di Ferreri come Michele Placido e Piera Degli Esposti, I Love…Marco Ferreri diventa un percorso nei meandri della testa del regista che dà allo spettatore la possibilità di capire qualcosa di più sul mondo del cinema e su chi lo crea.

Mattia Migliarino